Nella vita quotidiana dei nostri giorni il disturbo psicologico è aumentato, indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza, dalle condizioni economiche, dal sesso e dall’età, ma si sa anche che spesso rimane celato, specialmente dove le resistenze nel dire e nel fare sono più marcate per fatti culturali e ambientali.

A volte per scarsa informazione manca la consapevolezza della sofferenza psichica ma anche quando questa consapevolezza c’è, i costi di una terapia sono troppo alti anche per la durata naturale del processo terapeutico e i “risultati” non sono immediati. L’operatore “pubblico” è presente soltanto per la domanda di taluni disturbi relazionali.
Bisogna fare in modo che questa richiesta di sostegno diventi palese e che i problemi della persona trovino accessibilità economica nelle sedi e nelle professioni più opportune.
La possibilità di iniziare una terapia deve diventare “pubblica” non nel senso comune della sua “gestione” ma del suo pieno godimento come “bene di interesse pubblico”. A tal fine devono essere introdotti “sistemi di incentivazione” e “strutture” in grado di attivare un sostegno psicologico.

C.A.S.A. nasce proprio con questi obiettivi e ritiene di poterli raggiungere coniugando ascolto, sostegno ed aiuto.

Il Centro psicologico di Ascolto, Sostegno ed Aiuto (denominato C.A.S.A.) è una libera associazione di persone impegnate nel sociale in qualità di educatori, psicologi, clinici, giuristi, che si propongono senza fine di lucro la finalità di fornire per le rispettive competenze e nel rispetto della riservatezza professionale di ciascun ruolo

  • servizi di ascolto-confronto gratuiti attraverso il “forum”, attivo nel sito”www.CentroPsicheonline.it”;
  • servizi diretti di sostegno-aiuto, rapidi ed economici attraverso i professionisti aderenti al Centro o del tutto gratuiti se rientranti in consultori realizzati sulla base di convenzioni con l’Ente sostenitore del Centro;
  • servizi di diffusione dell’informazione(anche attraverso il web), di promozione della discussione e del confronto personale(attraverso le discussioni collegiali), nonchè di progettazione e ricerca (attraverso le strutture del Centro e i suoi Soci)

C.A.S.A., nella fase di ascolto-confronto ed informazione, utilizza uno strumento di comunicazione accessibile a tutti, quale il “www.Centropsicheonline.it”, per facilitare il contatto e fare emergere così il bisogno di sostegno. Raggiunto questo obiettivo, si concretizza l’aiuto diretto che il richiedente può rivolgere a C.A.S.A.(consultori convenzionati, studi professionali o altro), trovando in un sistema di incentivi condizioni di maggiore economicità se non gratuità di accesso ai servizi di sostegno psico-terapeutico e tutto quanto ad esso connesso(assistenza giuridica, medica ed altro).

Attraverso l’ascolto gratuito ed in anonimato , C.A.S.A.cerca di stimolare la domanda di coloro che hanno bisogno di un sostegno specifico nel loro ciclo di vita, ma che per vari motivi e non ultimo il senso di timore e riservatezza sono indotti al silenzio nella sofferenza. Ma anche tutti coloro che credono di trovarsi di fronte a problemi insormontabili ma che di fatto già nella relazione con l’altro trovano conforto ed aiuto. Tra questi, in particolare gli adolescenti che per vari motivi non trovano sostegno nella famiglia, nella scuola e nei rapporti con gli amici.. Il centropsicheonline di CASA non può e non vuole svolgere funzioni sostitutive, ma può contribuire a rimuovere le cause delle fratture, offrendosi come strumento relazionale e di guida per tutti coloro che richiedono aiuto.

L’anonimato nella fase del primo ascolto aiuta moltissimo nel palesare il disagio e successivamente nel concretizzare il sostegno.

Già nella fase del semplice ascolto attraverso il “forum di discussione” ci si prefigge di far relazionare i partecipanti anonimi ma configurabili(password prescelta) tra loro al fine di compartecipare il proprio vissuto con quello dell’altro, trovando non solo assonanze e specificità che possono già alleviare il disturbo, ma soprattutto una co-condivisione che fornisce già una forma di sostegno, una forma di gruppo di auto-aiuto importante già in questa prima fase del progetto.

Nel primo ascolto, infatti, l’obiettivo non può che circoscriversi nell’informare, confrontare, e in tal modo comunque aiutare a superare resistenze e difficoltà del contatto con lo psicologo, assistente sociale, educatore, medico o altro. Chi chiede sostegno sarà infatti ascoltato, informato ed indirizzato al fine di superare lo stato di disagio avvertito. Inoltre, se il contatto consente il confronto con posizioni analoghe e una condivisione, allora un ulteriore elemento si aggiunge alla possibilità di superare le difficoltà di apertura al contatto. Anche una semplice ma adeguata informazione non personale ma di gruppo, può far nascere la consapevolezza della possibilità di trovare sostegno e arrivare alla fine a chiedere aiuto a C.A.S.A. o direttamente o attraverso l’indicazione di strutture pubbliche o private cui rivolgersi. Se tutto ciò sarà realizzabile, l’anonimato ha vinto la riservatezza, il confronto e l’ascolto ha già migliorato la condizione della persona, ma ciò che più conta attraverso il “forum,”si è dato confronto e sostegno di gruppo che si concretizza poi nella richiesta di “contatto diretto”. Il bisogno così dallo sfondo è diventato figura.

Nella fase poi del sostegno specifico, C.A.S.A. ha come finalità istituzionale quello di stipulare convenzioni con Enti Pubblici e Privati disponibili ad attivare quei “sistemi di incentivazione” che rendano fruibile a tutti gli interessati in assenza di costi o a costi contenuti i servizi di sostegno psicologico e collaterale(ad.es.giuridica in molti casi). In generale, i soci professionisti di C.A.S.A. potranno attingere a sistemi di incentivazione erogati come donazioni per ridurre la quota che ricade sull’assistito, condurre nelle specificità professionali discussioni collegiali su tematiche che hanno trovato nell’ascolto maggiore diffusione e realizzare attività di progettazione e ricerca all’interno di C.A.S.A., con ricaduta sul sociale. In particolare, nell’ambito di ogni specifica convenzione, l’Ente finanziatore può chiedere a C.A.S.A. l’attivazione di consultori gratuiti per i suoi utilizzatori finali.

In tal modo, il sistema di incentivazione erogato dall’ente sostenitore ha trasformato un servizio privato in bene pubblico anche se canalizzato.
Più in generale, se ci sarà la condivisione dell’obiettivo sociale di C.A.S.A. pur nel rispetto delle regole privatistiche, allora il sostegno psicologico diventerà privato solo nella sua conduzione esclusivista del rapporto terapeuta-paziente, assolvendo le sue funzioni in modo efficiente.